Mariele e la sua intuizione umana ed artistica nella pratica quotidiana della scuola primaria

Dai proficui e generosi anni di direzione corale di Mariele, è possibile agli insegnanti trarre validi strumenti operativi di educazione alla musica e alla cittadinanza, in cui gioco e scoperta, parole e musica, comunicazione verbale ed emotiva si intrecciano armonicamente.

Affinché però tale sperimentazione possa essere applicata nella realtà scolastica di oggi, è necessario che essi individuino e applichino alcuni step metodologici, che permettano loro di proporre a bimbi e bimbe un percorso strutturato, ben definito e conseguenziale.

L’approccio pedagogico

L’approccio pedagogico alla base dell’insegnamento della musica proposto è “bimbocentrico” e non musicocentrico. Si sceglie di partire dunque dalla realtà soggettiva del bambino per condurlo gradualmente verso la musica e non viceversa, attraverso un fare e un sapere musicale in cui ci si occupi di persone non subordinate a preoccupazioni disciplinari ma soggetti della propria crescita. Naturalmente ciò non significa rinnegare e bandire le tradizionali scansioni necessarie per la comprensione del sapere musicale ma essere consapevoli che ogni approfondimento e consolidamento futuro trarrà nutrimento da prime esperienze musicali coinvolgenti e gratificanti, a cui il soggetto avrà sentito di voler aderire spontaneamente e naturalmente.

✓ Conseguentemente a ciò, a tutti i bambini e bambine presenti a scuola dovrà essere offerta la possibilità di fare e godere della musica, attraverso mezzi e sollecitazioni necessari ad arricchire, rafforzare e sistematizzare le competenze acquisite e ad accrescerle gradualmente.

Il laboratorio di coro scolastico in orario curricolare

La pratica del coro a scuola può portare con sé numerose valenze educative ed espressive, a patto che gli insegnanti lo sappiano riconoscere, gestire, valorizzare e amare.

Un coro che funzioni umanamente e musicalmente nasce dalla serenità di un insegnante capace di coinvolgere tutta la classe a lui affidata, il tutto possibilmente in orario curricolare. Solo in tale modo infatti tutti i bambini si troverebbero a poter usufruire della proposta didattica offerta, senza doverla delegare all’eventuale adesione o scelta dei genitori, a volte troppo presi da vari impegni e strette tempistiche.

Le competenze musicali degli insegnanti

Spesso gli insegnanti si sentono inadeguati ad iniziare un percorso di laborario corale con la propria classe. A tale proposito è bene ricordare però che, anche partendo da competenze musicali minime dei docenti, è possibile guidare i bambini attraverso linguaggi e strumenti operativi semplici ma efficaci, in grado di aderire al percorso con volontà e passione.

L’estensione vocale e la scelta dei brani musicali

Spesso gli insegnanti si innamorano di una melodia, di un testo, di un’idea che sorregge un brano musicale. Ciò li porta a sceglierlo immediatamente per il proprio coro.

È bene sottolineare però che affinché il brano possa davvero essere interpretato non è solo necessario che sia bello e accattivante ma che si adatti alla vocalità di quel gruppo corale, all’estensione di quelle voci, al loro senso ritmico.

Inutile insomma proporre un brano che abbia un’estensione ampia, se i bambini sono ancora alla ricerca dell’estensione di un’ottava musicale.

Occorre ricordare che il coro è per i bambini e non per gli insegnanti e che le perfomance legate alle mode e al repertorio per adulti male si adattano ad esso.

Conoscere la voce dei propri coristi

Ogni voce possiede delle caratteristiche precise di cui occorre tenere conto, specie quando è necessario scegliere repertori, esercizi e strategie esecutive.

Prima di accingersi ad insegnare un brano musicale ai propri bambini è bene dunque che l’insegnante crei una sorta di book nel quale raccogliere schede riassunti e di analisi vocale dei singoli coristi.

La respirazione

Ogni apprendimento di un brano musicale dovrebbe sempre essere anticipato da una corretta pratica della respirazione, specie diaframmatica.

È indispensabile che i bambini ne apprendano la pratica, fino ad arrivare ad una sorta di automatismo spontaneo, che li porterà a gestire il proprio fiato al meglio, rispettando così la propria voce.

Esercizi

Per facilitare la conoscenza del diaframma, del suo buon uso, e del cantare sul fiato, si possono compiere con i bambini vari esercizi ludici, da loro sempre molto graditi.

  • Invitiamo i bambini ad esercitarsi e ad andare alla scoperta del signor diaframma: chiediamo loro di respirare profondamente, gonfiare i polmoni e sentire l’aria che entra ed esce, ed eseguire poi tutto ciò in modo lento e profondo.
  • Guidiamo i bimbi ad inspirare (attraverso un segno preciso e collaudato della nostra mano), invitiamoli a trattenere l’aria per un poco, quindi a farla uscire gradatamente, emettendo poi il suono della vocale O, badando che la bocca dei piccoli assuma una posizione il più possibile tondeggiante.
  • Facciamo loro notare come, nell’atto dell’espirazione, i muscoli addominali devono essere mantenuti ben tonici, per fare in modo che il diaframma funzioni meglio e regoli così l’emissione dell’aria, permettendo a chi parla e a chi canta di avere una buona riserva di fiato da usare gradualmente.

L’ascolto del brano da eseguire

Momento imprescindibile della comprensione prima e dell’esecuzione poi del brano musicale, è l’ascolto. Facciamo in modo di prepararlo con una buona contestualizzazione, che crei aspettative, desiderio di ascoltare, drammatizzare, interpretare. Prima di iniziare a cantare leggiamo perciò un racconto che introduca gradualmente nel cuore delle tematiche di cui si parla nel brano musicale, individuandone le sequenze narrative e i protagonisti.

La scansione del testo e la pratica del coro parlato

Dopo aver contestualizzato il brano musicale, l’insegnante dovrà fare in modo che i bambini possano sperimentarne la scansione ritmica, mediante la pratica del coro parlato, che permette di studiarlo in modo giocoso ma puntuale. Mediante essa, i bambini iniziano già ad impossessarsi del brano musicale, cogliendone la struttura ritmica, le pause, l’articolazione, la pronuncia, il contenuto del testo.

L’esecuzione segmentata

Quando si propone un brano musicale al coro scolastico, occorre resistere alla pressione dei bambini di volerlo eseguire subito e tutto per intero, senza fermarsi, senza voler nemmeno ascoltare la voce guida. Affinché l’apprendimento avvenga davvero correttamente, occorre invece segmentare le frasi musicali. Si proceda dunque verso per verso, battuta per battuta e, dopo aver consolidato, si ripeta tutto quanto memorizzato.

La trasversalità

La proposta educativa qui oggetto di trattazione trova il suo fulcro nel concetto di trasversalità, in cui è possibile vivere la musica nella sua dimensione didattica globale ed esperienziale. In tale modo un brano musicale non viene solo cantato ma analizzato dal punto vista testuale, antropologico, sequenziale, civico, emotivo.

Esso verrà così analizzato da vari punti di vista, fino ad arrivare a farlo proprio e a sentirne vicini personaggi e dinamiche e che soltanto alla fine verrà eseguito vocalmente, nella consapevolezza che la musica può condurre alla scoperta di mondi inesplorati.

Ad esemplificazione del metodo in oggetto, si propone qui un percorso strutturato secondo le modalità illustrate.

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